lunedì 20 ottobre 2014

Passioni nordiche di un uomo tranquillo


Da quando ho famiglia è raro che esca;
più spesso sto in casa e guardo l'Allsvenskan.

Lega minore, minuta, un'inezia?
D'accordo; eppure mi piace la Svezia.

Amo Ravelli, Stoccolma, l'Husqvarna,
Stieg Larsson e gli Abba, Bergman, la starna,

la Garbo, il Nobel, la Botnia e il suo golfo,
le guerre che vinse Gustavo Adolfo...

Mi basta vedere il giallo ed il blu,
subito dico: non chiedo di più.

Il sabato arriva, son già divanato,
dall'etere giunge il mio campionato.

Quand'ecco mia moglie (di solito è brava!)
mi piomba da dietro, come a Poltàva.

"Tu che t'intendi d'Uppsala e Lulea,
mi porti stasera, amore, all'Ikea?".

Rispondo con kalma(r), come l'unione,
per tutelare la mia relazione:

"L'emancipazione in Svezia consola!
Dunque se vuoi all'Ikea ci vai sola.

Non mi disturba, ti giuro, lo shopping;
ma amo di più, confesso, il Norrköping".

Le dico così e poi la congedo.
"Solo una cosa!", continua, "ti chiedo:

Poi chi riporta a casa il Malm, oh?"
"Che cazzo mi frega? Mi gioca il Malmö..."

lunedì 13 gennaio 2014

Estremo lamento pre-esonero di Massimiliano Allegri

Al Giglio che ora si chiama Mapei
l'arbitro fischia e io guardo il punteggio
e sul tabellone del mio dileggio
si legge la fine che non vorrei.

È scritto che cadano uomini e dei.
Ma Barbara bella, morire a Reggio,
io non m'aspettavo niente di peggio
e per rigiocarla, cosa darei.

O dolce bionda che giochi alla vamp
tu che m'hai tolto (e tenuto, poi) Pato
solo all'ennesimo mio fallimento

dici che è tempo di un cambiamento.
Avessi saputo tale il mio fato
avrei preferito fosse al Nou Camp.

lunedì 14 gennaio 2013

Breve lamento di un tifoso abruzzese deluso dalla vita



Mi hai comprato una maglietta
Bella, amore (era un po' stretta),
ma volevo - sì, lo ammetto -
la divisa di Perin
e sul tuo regalo invece
c'è la scritta Bet&Win.
Mi hai descritto con passione
e qualche circonlocuzione
che per me faresti tutto:
molte frasi e pochi fatti.
Quantomeno avrei sperato
nella maglia di Verratti.
Ora è tardi. Ad altre vette
(come nell'Ottantasette)
forse ambiscono i Delfini,
pur avendo perso Ciro.
Ma di cori e di striscioni
non ne vedi molti in giro.


martedì 11 dicembre 2012

La Fiorentina di Montella scende all'Olimpico

Ecco: ritorna Montella al suo nido
quello nel quale spiegava le ali
dove gettò quattro volte il suo grido
di fronte ai laziali.

Vi fu poi da coach, ma era agli inizi:
come un bimbetto davanti alla scuola.
Adesso, invece, son tempi propizi:
allena la Viola.

Quella che era un'armata in disarmo
con lui, aggiunge vittoria a vittoria.
Tutti che reman compatti sull'armo
prua verso la gloria.

Manca nei viola il fatato Jo-jo
montenegrino: ma certo non treman
gli undici scelti gigliati, oh no!,
calando da Zeman.

Tanti di quelli han Roma nei cuori.
Ritrovano già dai fuochi e dai botti
il ben noto stadio, i ben noti cori,
il solito Totti.

Via: sul suo tocco, qual picco dell'Hellas,
sbuca un greco più alto di un pero
(curioso? a Roma già videro Dellas...)
e fa l'uno a zero.

Ma chi pensasse "La viola ora sbanda"
o non conosce Montella o si sbaglia:
alla primissima sua scorribanda
pareggia Roncaglia.

Stasera la Roma non è solo estro;
è più precisa, brillante, s'impegna.
Lo si capisce dal tocco di Destro
per Totti che segna.

Dopo, l'infante di casa Viviano
sul tiro ambiguo che fa? Non s'arrischia...?!
Duecentoventuno pel Capitano!
E l'arbitro fischia.

Ora, affondano i viola? C'è un'orgia
che ai loro danni forse s'appresta?
Ecco il diabolico piede d'un Borgia
che guasta la festa.

È buio da ore il cielo di Roma;
pure risplendono sul campo verde
quelli di casa e la Viola, mai doma.
Non conta che perde.

Anzi, la giocano fino all'estremo:
invocan gli spalti placida noia...
Ciò finché Totti non dice: "Chiudemo":
Osvaldo fa 'l boia.

Tutta la storia a quel punto è svanita.
Chi aspettava soltanto il finale
si scopre deluso, a partita finita:
ci resta un po' male.

Numeri tali si danno di rado.
"Chissà quando andrà di nuovo in rivista",
pensa fra sé, "un match di pari grado",
il più romanista.

Mentre Montella sussurra "Francesco!
Ti conosco da tanto, e so ch'è così.
Su questo campo ho volato, e non riesco...
Va bene così".

Poi s'avvicina, sorride ai ragazzi
che, mesti, scendono agli spogliatoi:
"Forza! La prossima, meno imbarazzi
e vinciamo noi".

venerdì 12 ottobre 2012

Noioso amarcord a un calciofilo più giovane

Su, dimmi dove sta la Cremonese
con la sua maglia sola, grigia e rossa;
con chi gioca la Sambenedettese
o la Reggiana d'Oliseh e Sgarbossa.
E dimmi chi rammenta la Cavese
che fece quell'impresa grossa grossa
ammutolendo trentamila fan.
Ma dimmi dove sono i club d'antan.

Lo cerco in ogni dove eppure manca
con tutta la sua gloria il Catanzaro
e 'l piede malandrino di Palanca
che in casa mise a segno un colpo raro
e a Roma, dove pure il vento manca,
n'aggiunse due di più e fu corsaro.
Ricordo, si spellavano le man.
Ma dimmi dove sono i club d'antan.

Dov'è l'Acireale di Sordello,
dov'è Licata (a Zeman fé da culla)?
Il Savoia che fu di Ghirardello
coi lupi della Sila di Marulla,
destino assai comune ma non bello,
scomparsi tutti quanti dentro al nulla.
Miracoli d'altronde non si dan.
Ma dimmi dove sono i club d'antan.

Potrei continuar la cantilena
ragazzo mio, giacché la mia memoria
di nomi, di colori, è sempre piena;
ma hai capito il senso della storia.
Via, torna pure a facebook, a fourchan:
ma dimmi dove sono i club d'antan.

mercoledì 13 giugno 2012

La carestia

C'è un guaio, a livello europeo
(non dico a Bruxelles; intendo il torneo):

un guaio italiano, certo, e fa stacco
il constatare che siam senza attacco.

Cos'ha che non va, per dir, Balotelli?
Rispondono, rapidi, i saputelli:

"Cos'ha che non va? Gli manca la testa!
La perderebbe, non fosse la cresta...".

Dunque, al suo posto, che giochi Cassano!
"Eterna promessa... e poi, non è sano.

Sarebbe da ubriachi usciti da un pub
credere ancora e di nuovo a quel Lab".

Ma cosa manca a Totò Di Natale?
"Fatto crudele, seppure banale:

da bomber, lo stimo, per carità...
Ma la mia stima cancella l'età?".

Entrino allora Giovinco, Borini...
"Già, manca giusto schierare i bambini.

Credimi, amico, in queste occasioni
altro che sbarbi... Ci voglion campioni".

Provare allora la mossa a sorpresa?
Prender Diamanti, schierarlo all'offesa!

"S'è visto e rivisto assai chiaramente
che da Diamanti non nasce mai niente".

Quindi si sbuffa, di noja e di caldo:
forse doveva portare anche Osvaldo...

giovedì 5 aprile 2012

Un difficile momento del rapporto fra Firenze e la sua squadra di calcio

C'ero. Presente per speme, vedevo
tutto l'incredulo strazio del Franchi
mentre la Fiore perdeva col Chievo.

Vedevo gesti tesi, e volti bianchi.
Taluni invece gridavano forte:
"Ma non ve n'andate? Via, saltimbanchi!".

Chi, mogiamente, puntava le porte.
Un padre restava. Il figlio gli chiede:
"Babbo, s'è perso. Perché non si sorte?".

Il padre non parla. Tace, e risiede.
Pareva che fosse sceso un incanto:
tutta Firenze perdeva la fede.

Senza nessuna tristezza, né pianto,
forse delusi, però abituati,
vedon la Viola sfiorire in un canto.

I vecchi in tribuna già rassegnati
canuti, bavosi, in sintesi: esperti
"Siam retrocessi perfino con Bati...!".

"È vero, però", intervengono certi,
"Un conto è una retrocessione;
ma scender così: cos'è, Montaperti?

Ora, non è per nutrir l'ossessione
ma prenderne cinque, in casa!, dai gobbi...
Forse non vedon qual è la questione,

Giochicchiano, i nostri, quasi per hobby
- escluso Jo-jo, il putto fatato -
ma chi veste il viola, tocca che sgobbi...".

Poi uno conclude, disincantato:
"Spero non riesca l'impresa, a 'ste fecce,
di fare risorgere in campionato

chi era già morto (il Novara ed il Lecce)".
Mentre lo dice, nel volto ha disgusto.
Perduto è l'amore, con le sue frecce.

martedì 24 gennaio 2012

Un idolo calcistico inopinatamente attaccato durante un placido pomeriggio estivo

Sono al mare, con qualche amico.
Ȅ il tipico giorno d'estate
diviso tra Gazza e bracciate.
Sulla sabbia, il solito rito.

C'è uno che scorre col dito
le squadre ancora neonate.
Mi guarda: "Sta in panca, il tuo mito".
Sorrido: "Ma va', son cazzate".

Accanto sonnecchiano e sudan
turisti bruciati dal sole;
allora il mio amico bisbiglia:

"Qui dice che gioca Pinilla".
Rispondo, "Son solo parole...
E porta rispetto al mio Budan!".

giovedì 17 novembre 2011

Omaggio a Giovanni Trapattoni alla maniera di Giovanni Pascoli

Il verde catino
ricolmo d'amore
fremeva a Dublino
di vivo clamore:
s'abbracciano Ward, Robbie Keane:
festeggiano per la vittoria;
festeggia, in silenzio, Giuanìn.
Hai visto, Giovanni?
Sì, passano gli anni,
ma tu scrivi sempre la storia.

Lo so, tu ripensi
(nel fondo dei sensi)
la mano di Henry,
laggiù a Saint Denis,
ti tolse più grande trionfo...
Andarono i franchi, per te,
incontro a un patetico tonfo.
Da forte, ne ridi:
saluti McGeady,
lo stadio ripete gli olé.

Allora rivolgi un sussurro
alzando modesto lo sguardo
dall'occhio tuo azzurro:
ringrazi lo stadio smeraldo.
E pensano sulle tribune:
Il Trap non ha occhi, ma acciai
per forza non piange sfortune,
non si ferma mai.

domenica 30 ottobre 2011

Limerick per Diego

C'era un nanetto di Lanús
che con il destro saliva sul bus;
ma col mancino, non ci credereste,
faceva magie in bianco e celeste
quel gran nanetto di Lanús.

martedì 4 ottobre 2011

Discorso di Allegri in spogliatoio dopo Juve-Milan 2-0

Amici in rossonero, non è ora
di prendere e tirare giù i bagagli:
abbiam commesso, forse, degli sbagli
abbiamo perso e certo perderemo
saremo polvo, infine spariremo;
ma non è questo il tempo, non ancora.

Voi vedete da voi quel ch'oggi siamo:
ragazzi vecchi, addosso righe strette
cui sfreccian via, rapide, le alette.
Si burlano di noi che siamo vecchi;
nella tempesta noi siamo gli stecchi.
Eppure, ad occhi chiusi, resistiamo.

Avanti, ancora avanti, rossoneri:
se oggi siam sconfitti ed anche anziani
io so che si può vincere domani.
Là dove non vi portano i polmoni
arrivi il cuore fiero dei campioni.
Ancora splende un poco il sol di ieri.

(a M.)

mercoledì 21 settembre 2011

Sul ventilato ritorno del Minestraro

Ah! giusto te cercavo, a' Minestra':
ha letto mi nepote sur giornale
che "torni ad allenare in serie A".
Te vonno, pare, all'Internazionale.

T'oo dico, regazzi': nun ze po ffa'.
Capisco che è n'affare gnente male,
ma in concrusione 'ndo devi d'anna'?
E nun te la pija' sur personale.

Prima de tutto, nun c'oo sai che piove?
E dimme 'n po', chi fai gioca' cor nove?
A quelli là je servirebbe un Duce

che parla, mena e nun ascorta er resto.
Uno cor bastone, e tu? tu ciai 'r mestolo.
Tu poi mette 'e toppe, un artro cuce.

A Gasperini

Oh! Gasperini battuto di nuovo,
sempre dai brocchi, dai poverini!
Di quel portiere io non me giovo:
passa la palla di Meggiorini.

passa la palla che s'infila in rete;
anche stasera, un altro bel dì.
Dici ai ragazzi "Correte! Correte!"
ma pensi "Oggi, è di nuovo così".

Costa, il pallone, e Moratti ci spese
il maialino da benzinaio;
ora non spende, e alleni da un mese
un bluff, una grana, un ginepraio.

Pensi: "A gennaio, chissà se il rintocco
di squilla sarà giunto per me!
Oppure invece se mangio il balocco:
ecco, un balocco, tutto per me!".

Poi le gambine scontrarono, e venne
rotto Ranocchia, e tu a Novarello
pensasti: "È fatta: ormai, uscire indenne
è dura, ed io son solo un fuscello.

Solo un fuscello battuto dal mare
che piega la testa, altro non fa.
Batti e ribatti lo deve spezzare;
l'unico dubbio è quando sarà".

(l'originale).

martedì 9 agosto 2011

Breve lamento pre campionato.

E' triste svegliarsi col sole di agosto,
ed ancora intontiti vedere, al suo posto,
nel cielo una sfera lucente di cuoio.
Ridatemi il calcio, sospiro, mi annoio.

Potrei incamminarmi, persino da solo
e giungere tosto sui monti, a Pinzolo,
scoprendo che l'Inter nemmeno perdona
i giovani atleti del Mezzocorona.

A Levico il Parma ed i viola a Cortina:
perché preoccuparsi di andare in piscina?
Se pure trovassi in ritiro il Novara,
l'estate sarebbe pochissimo amara.

C'è il Chievo di Mimmo che gioca a San Zeno
e di colpo mi sento tranquillo e sereno;
mi sento siccome un bambino che sogna,
vedendo il Molveno che sfida il Bologna.

Bisogna. Portare. Pazienza. Vi dico.
Settembre è vicino, è un consiglio da amico.
La prossima estate - a pensarlo sverrei -
ci son le Olimpiadi, ci son gli Europei.

mercoledì 6 luglio 2011

Sterile lamento estivo di un appassionato di calcio

A me non dispiace l'estate
(la spiaggia, le lunghe nuotate...):

però disapprovo, a ragione,
la sua povertà di pallone.

Capisco sian chiuse le scuole
ma perché sprecare quel sole?

Potrebbero correr, gli atleti,
sudando da maratoneti.

Potrebbero, ma non lo fanno:
che noia, che brutto, che inganno!

A luglio, se accendi la tele,
di solito è tempo di mele;

al limite c'è l'amichevole:
la Val di Non contro il Chievo.

Allora, sapete che c'è?
Mi faccio ogni cosa da me.

Se compro un'arancia palleggio
e son Maradona, non peggio;

E tutte le spiagge fan Rio
(ovvio che Edmundo son io).

Se guardo le belle donnine
comunque son puro, son Lineker;

ma se mi sento ispirato
le marco, sì, come Renato.

Se vedo una vela nel mare,
mentre mi spingo a nuotare,

per forza ripenso alla Samba;
se tiro una riga di bamba

son Fowler nel derby del Mersey.
Se vo in autostrada, il New Jersey

è grigio color Alessandria
né bado se passa una mandria.

E poi quando guardo le stelle
mi paiono simili a quelle

trapunte nel cielo d'Europa
(e non parlo della Mitropa).

Perciò, tra gli astri cadenti
mi scopro pensieri stridenti:

nel giorno per Pascoli agro,
per me San Lorenzo è d'Almagro.

giovedì 30 giugno 2011

Solenne dichiarazione di fedeltà all'Uruguay

Beh: da più di quattro lustri oramai
(dal tempo glorioso d'Enzo Francescoli)
in Coppa America tifo Uruguay:
spiegarmi, dite? Non so se ci riesco.

Intanto son scarsi, e conta, lo sai:
conosci il mio animo popolaresco
che vieta, i più forti, tifarli mai.
Come se fosse scorretto, furbesco.

E poi, se ripensi alla veste:
che splende d'un fresco celeste
e unica nel Continente

non pare vantarsi di niente.
Siccome rompesse un tran-tran:
per questo sostengo Forlán.

mercoledì 18 maggio 2011

Sogno di una notte pre-verdetti Champions

Giaceva Guidolin a letto, inquieto,
nervoso come guardia che sorveglia:
pensando a quel traguardo a lui segreto,

invece di dormir guarda la sveglia
che scorre lentamente d'ora in ora.
E dopo un po' non sa se sogna o veglia;

quand'ecco accanto al letto si colora
una figura strana, una presenza.
"Mister, si ricorda? Sono di Sora.

Giocavo centravanti in quel Vicenza
che giunse dalla B fino ad un passo
dal vergare una storica sentenza.

Mi capitò la palla del sorpasso...".
E Guidolin: "Ricordo, sai, Pasquale?
Rammento che gridai, ahimé! Te lasso!

Mancava giusto un poco alla finale...".
Allora la figura 'l guarda in viso:
"Mister, fu un dolore micidiale,

capace di levar per anni il riso.
Ma tornerà in Europa il suo percorso:
lo credo come so d'esser Luïso.

Ora me ne vado, il tempo è scorso".
Si leva Guidolin: non c'è nessuno.
Allora prende l'acqua e beve un sorso.

lunedì 18 aprile 2011

Il tour estivo dell'Udinese in Medio Oriente (verso semi libero)

Vorrei andare sul Mar Caspio
con Armero
a profondere assistenze
che traduconsi poi in gol
lungo il Karabogazgol.
O persino sul Mar Nero
a creare lo scompiglio, un Quarantotto,
una Vandea,
devastando la Crimea.
Da Teodosia a Sebastopoli,
di città in paese, i popoli
capiranno quanto vale
anche Antonio Di Natale.
E poi giù, a Costantinopoli,
con l'aiuto di Cuadrado
a disfare il celeberrimo
arcivescovado.
Attraverso l'Anatolia
con Corradi, Pinzi e Basta,
per mostrare di che pasta
sono fatti i bianconeri:
dalle coste di Bisanzio
fino ai piccoli sentieri
della Troade collinosa,
genti a gruppi, a frotte, a iosa
formeranno capannelli
lungo tutti i Dardanelli.
E le donne in visibilio,
affollando il litorale,
fan sorrisi maliziosi
al passaggio di Pasquale.
Così via, Georgia, Armenia,
da uno Stato all'altro ancora;
nell'arsura dell'estate, l'Udinese si ristora.

Su un'esultanza mancata

Non capisco perché non urli, Gokhan
avete visto tutti il gol ch'ha fatto:
eppure resta fermo, stupefatto
mentre i compagni suoi forte lo invocan.

Se festeggiasse temerebbe storcan
il naso, e forse straccino il contratto;
allora resta muto e mostra tatto
benché non abbian colpa quei che giocan.

Che brutta cosa quando anche la gioia
che sgorga in gola, uno la ringoia;
e tu che guardi il campo e credi al gioco

vedendo quelle scene, cresce e sale
il senso amaro ch'è rimasto poco
nel calcio, di giocoso e naturale.

giovedì 24 marzo 2011

Una promessa non del tutto mantenuta

Ricordi? Andavi all'Itis
coi panini presi al Sidis.
Facevamo il viaggio assieme;
io rammento la tua speme

d'arrivare in alto a breve
per scartar Maldini e Brehme.
Adesso sei il Munitis
della Viribus Unitis.

Ma non è poi tanto male
la carriera che fai tu,
seminando nei campetti

doppi passi e dribbling stretti;
e ti chiamano Zizou
negli stadi del laziale.