lunedì 13 gennaio 2014

Estremo lamento pre-esonero di Massimiliano Allegri

Al Giglio che ora si chiama Mapei
l'arbitro fischia e io guardo il punteggio
e sul tabellone del mio dileggio
si legge la fine che non vorrei.

È scritto che cadano uomini e dei.
Ma Barbara bella, morire a Reggio,
io non m'aspettavo niente di peggio
e per rigiocarla, cosa darei.

O dolce bionda che giochi alla vamp
tu che m'hai tolto (e tenuto, poi) Pato
solo all'ennesimo mio fallimento

dici che è tempo di un cambiamento.
Avessi saputo tale il mio fato
avrei preferito fosse al Nou Camp.

lunedì 14 gennaio 2013

Breve lamento di un tifoso abruzzese deluso dalla vita



Mi hai comprato una maglietta
Bella, amore (era un po' stretta),
ma volevo - sì, lo ammetto -
la divisa di Perin
e sul tuo regalo invece
c'è la scritta Bet&Win.
Mi hai descritto con passione
e qualche circonlocuzione
che per me faresti tutto:
molte frasi e pochi fatti.
Quantomeno avrei sperato
nella maglia di Verratti.
Ora è tardi. Ad altre vette
(come nell'Ottantasette)
forse ambiscono i Delfini,
pur avendo perso Ciro.
Ma di cori e di striscioni
non ne vedi molti in giro.


martedì 11 dicembre 2012

La Fiorentina di Montella scende all'Olimpico

Ecco: ritorna Montella al suo nido
quello nel quale spiegava le ali
dove gettò quattro volte il suo grido
di fronte ai laziali.

Vi fu poi da coach, ma era agli inizi:
come un bimbetto davanti alla scuola.
Adesso, invece, son tempi propizi:
allena la Viola.

Quella che era un'armata in disarmo
con lui, aggiunge vittoria a vittoria.
Tutti che reman compatti sull'armo
prua verso la gloria.

Manca nei viola il fatato Jo-jo
montenegrino: ma certo non treman
gli undici scelti gigliati, oh no!,
calando da Zeman.

Tanti di quelli han Roma nei cuori.
Ritrovano già dai fuochi e dai botti
il ben noto stadio, i ben noti cori,
il solito Totti.

Via: sul suo tocco, qual picco dell'Hellas,
sbuca un greco più alto di un pero
(curioso? a Roma già videro Dellas...)
e fa l'uno a zero.

Ma chi pensasse "La viola ora sbanda"
o non conosce Montella o si sbaglia:
alla primissima sua scorribanda
pareggia Roncaglia.

Stasera la Roma non è solo estro;
è più precisa, brillante, s'impegna.
Lo si capisce dal tocco di Destro
per Totti che segna.

Dopo, l'infante di casa Viviano
sul tiro ambiguo che fa? Non s'arrischia...?!
Duecentoventuno pel Capitano!
E l'arbitro fischia.

Ora, affondano i viola? C'è un'orgia
che ai loro danni forse s'appresta?
Ecco il diabolico piede d'un Borgia
che guasta la festa.

È buio da ore il cielo di Roma;
pure risplendono sul campo verde
quelli di casa e la Viola, mai doma.
Non conta che perde.

Anzi, la giocano fino all'estremo:
invocan gli spalti placida noia...
Ciò finché Totti non dice: "Chiudemo":
Osvaldo fa 'l boia.

Tutta la storia a quel punto è svanita.
Chi aspettava soltanto il finale
si scopre deluso, a partita finita:
ci resta un po' male.

Numeri tali si danno di rado.
"Chissà quando andrà di nuovo in rivista",
pensa fra sé, "un match di pari grado",
il più romanista.

Mentre Montella sussurra "Francesco!
Ti conosco da tanto, e so ch'è così.
Su questo campo ho volato, e non riesco...
Va bene così".

Poi s'avvicina, sorride ai ragazzi
che, mesti, scendono agli spogliatoi:
"Forza! La prossima, meno imbarazzi
e vinciamo noi".

venerdì 12 ottobre 2012

Noioso amarcord a un calciofilo più giovane

Su, dimmi dove sta la Cremonese
con la sua maglia sola, grigia e rossa;
con chi gioca la Sambenedettese
o la Reggiana d'Oliseh e Sgarbossa.
E dimmi chi rammenta la Cavese
che fece quell'impresa grossa grossa
ammutolendo trentamila fan.
Ma dimmi dove sono i club d'antan.

Lo cerco in ogni dove eppure manca
con tutta la sua gloria il Catanzaro
e 'l piede malandrino di Palanca
che in casa mise a segno un colpo raro
e a Roma, dove pure il vento manca,
n'aggiunse due di più e fu corsaro.
Ricordo, si spellavano le man.
Ma dimmi dove sono i club d'antan.

Dov'è l'Acireale di Sordello,
dov'è Licata (a Zeman fé da culla)?
Il Savoia che fu di Ghirardello
coi lupi della Sila di Marulla,
destino assai comune ma non bello,
scomparsi tutti quanti dentro al nulla.
Miracoli d'altronde non si dan.
Ma dimmi dove sono i club d'antan.

Potrei continuar la cantilena
ragazzo mio, giacché la mia memoria
di nomi, di colori, è sempre piena;
ma hai capito il senso della storia.
Via, torna pure a facebook, a fourchan:
ma dimmi dove sono i club d'antan.

mercoledì 13 giugno 2012

La carestia

C'è un guaio, a livello europeo
(non dico a Bruxelles; intendo il torneo):

un guaio italiano, certo, e fa stacco
il constatare che siam senza attacco.

Cos'ha che non va, per dir, Balotelli?
Rispondono, rapidi, i saputelli:

"Cos'ha che non va? Gli manca la testa!
La perderebbe, non fosse la cresta...".

Dunque, al suo posto, che giochi Cassano!
"Eterna promessa... e poi, non è sano.

Sarebbe da ubriachi usciti da un pub
credere ancora e di nuovo a quel Lab".

Ma cosa manca a Totò Di Natale?
"Fatto crudele, seppure banale:

da bomber, lo stimo, per carità...
Ma la mia stima cancella l'età?".

Entrino allora Giovinco, Borini...
"Già, manca giusto schierare i bambini.

Credimi, amico, in queste occasioni
altro che sbarbi... Ci voglion campioni".

Provare allora la mossa a sorpresa?
Prender Diamanti, schierarlo all'offesa!

"S'è visto e rivisto assai chiaramente
che da Diamanti non nasce mai niente".

Quindi si sbuffa, di noja e di caldo:
forse doveva portare anche Osvaldo...

giovedì 5 aprile 2012

Un difficile momento del rapporto fra Firenze e la sua squadra di calcio

C'ero. Presente per speme, vedevo
tutto l'incredulo strazio del Franchi
mentre la Fiore perdeva col Chievo.

Vedevo gesti tesi, e volti bianchi.
Taluni invece gridavano forte:
"Ma non ve n'andate? Via, saltimbanchi!".

Chi, mogiamente, puntava le porte.
Un padre restava. Il figlio gli chiede:
"Babbo, s'è perso. Perché non si sorte?".

Il padre non parla. Tace, e risiede.
Pareva che fosse sceso un incanto:
tutta Firenze perdeva la fede.

Senza nessuna tristezza, né pianto,
forse delusi, però abituati,
vedon la Viola sfiorire in un canto.

I vecchi in tribuna già rassegnati
canuti, bavosi, in sintesi: esperti
"Siam retrocessi perfino con Bati...!".

"È vero, però", intervengono certi,
"Un conto è una retrocessione;
ma scender così: cos'è, Montaperti?

Ora, non è per nutrir l'ossessione
ma prenderne cinque, in casa!, dai gobbi...
Forse non vedon qual è la questione,

Giochicchiano, i nostri, quasi per hobby
- escluso Jo-jo, il putto fatato -
ma chi veste il viola, tocca che sgobbi...".

Poi uno conclude, disincantato:
"Spero non riesca l'impresa, a 'ste fecce,
di fare risorgere in campionato

chi era già morto (il Novara ed il Lecce)".
Mentre lo dice, nel volto ha disgusto.
Perduto è l'amore, con le sue frecce.

martedì 24 gennaio 2012

Un idolo calcistico inopinatamente attaccato durante un placido pomeriggio estivo

Sono al mare, con qualche amico.
Ȅ il tipico giorno d'estate
diviso tra Gazza e bracciate.
Sulla sabbia, il solito rito.

C'è uno che scorre col dito
le squadre ancora neonate.
Mi guarda: "Sta in panca, il tuo mito".
Sorrido: "Ma va', son cazzate".

Accanto sonnecchiano e sudan
turisti bruciati dal sole;
allora il mio amico bisbiglia:

"Qui dice che gioca Pinilla".
Rispondo, "Son solo parole...
E porta rispetto al mio Budan!".

giovedì 17 novembre 2011

Omaggio a Giovanni Trapattoni alla maniera di Giovanni Pascoli

Il verde catino
ricolmo d'amore
fremeva a Dublino
di vivo clamore:
s'abbracciano Ward, Robbie Keane:
festeggiano per la vittoria;
festeggia, in silenzio, Giuanìn.
Hai visto, Giovanni?
Sì, passano gli anni,
ma tu scrivi sempre la storia.

Lo so, tu ripensi
(nel fondo dei sensi)
la mano di Henry,
laggiù a Saint Denis,
ti tolse più grande trionfo...
Andarono i franchi, per te,
incontro a un patetico tonfo.
Da forte, ne ridi:
saluti McGeady,
lo stadio ripete gli olé.

Allora rivolgi un sussurro
alzando modesto lo sguardo
dall'occhio tuo azzurro:
ringrazi lo stadio smeraldo.
E pensano sulle tribune:
Il Trap non ha occhi, ma acciai
per forza non piange sfortune,
non si ferma mai.

domenica 30 ottobre 2011

Limerick per Diego

C'era un nanetto di Lanús
che con il destro saliva sul bus;
ma col mancino, non ci credereste,
faceva magie in bianco e celeste
quel gran nanetto di Lanús.

martedì 4 ottobre 2011

Discorso di Allegri in spogliatoio dopo Juve-Milan 2-0

Amici in rossonero, non è ora
di prendere e tirare giù i bagagli:
abbiam commesso, forse, degli sbagli
abbiamo perso e certo perderemo
saremo polvo, infine spariremo;
ma non è questo il tempo, non ancora.

Voi vedete da voi quel ch'oggi siamo:
ragazzi vecchi, addosso righe strette
cui sfreccian via, rapide, le alette.
Si burlano di noi che siamo vecchi;
nella tempesta noi siamo gli stecchi.
Eppure, ad occhi chiusi, resistiamo.

Avanti, ancora avanti, rossoneri:
se oggi siam sconfitti ed anche anziani
io so che si può vincere domani.
Là dove non vi portano i polmoni
arrivi il cuore fiero dei campioni.
Ancora splende un poco il sol di ieri.

(a M.)

mercoledì 21 settembre 2011

Sul ventilato ritorno del Minestraro

Ah! giusto te cercavo, a' Minestra':
ha letto mi nepote sur giornale
che "torni ad allenare in serie A".
Te vonno, pare, all'Internazionale.

T'oo dico, regazzi': nun ze po ffa'.
Capisco che è n'affare gnente male,
ma in concrusione 'ndo devi d'anna'?
E nun te la pija' sur personale.

Prima de tutto, nun c'oo sai che piove?
E dimme 'n po', chi fai gioca' cor nove?
A quelli là je servirebbe un Duce

che parla, mena e nun ascorta er resto.
Uno cor bastone, e tu? tu ciai 'r mestolo.
Tu poi mette 'e toppe, un artro cuce.