lunedì 21 febbraio 2011

Er Minestraro

E mmo' chi s'oo credeva, a Minestra'?
che 'n giorno te n'annassi pe ddavero
che nun bastasse manco anna' tre a zero
pe nun vedesse ancora arivortà.

Testaccino, conosci sta città:
ieri eri un gigante der penziero
co cquer profilo crassico e severo
er degno erede d'aa Romanità.

Oggi c'arisurta un po' scipita
quaa minestra tua, o ribollita
che tu hai pijato pronta dar Toscano;

ma mmo' nun c'ha più gusto, ariscallata.
Abbozza, Minestra', che Roma è 'ngrata;
c'oo sai mejo de me (nun zei Romano?).

[domando scusa alla città di Roma per l'utilizzo improprio e inesperto del vernacolo locale).

3 commenti:

  1. Grazie Tamas per questo pezzo liberatorio che ti inserisce -in un ipotetico tridente- tra Trilussa e Belli (e con Proietti in panchina).

    La città di Roma, che ho l'onore di rappresentare, ti ringrazia!

    Era troppo tempo che girava 'sto mestolo, adesso speriamo di mettere finalmente qualcosa sotto di denti.

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  2. grazie a te e a voi di Lacrime di Borghetti che mi avete suggerito il concetto stesso di Minestraro, senza il quale questo sonetto non sarebbe stato possibile :)

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  3. Davvero splendido Tamas....credo di averlo chiamato Ranieri poche volte nella mia vita..per me è sempre stato e sempre sarà Er Minestraro...

    un minuto prima delle sue dimissioni la città urlava e sbraitava contro er sor Claudio...un minuto dopo lo piangeva ammirando il suo gesto da signore....siamo strani....la tua poesia perfetta...
    io comunque non l ho mai potuto soffrire anche da primo in classifica

    mi permetto di dire....che il Belli avrebbe deriso la sua figura.....mentre Trilussa avrebbe scritto alla tua maniera prendendosela più con la situazione e quindi l'ambiente.....

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